Dicembre 2008

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    La crescita personale e' PERSONALE!

    di info@studiocounseling.com (31/12/2008 - 13:58)

    Tengo molto a questo argomento, anche se lo posto come un appunto per la verità.
    Mi capita diincontrare sempre più spesso persone che ribadiscono la propria titolarità, o quella degli altri come se essa fosse una garanzia della bontà della persona e del suo operato.
    Se per altre realtà questo può essere vero, non lo è di certo per la crescita personale.
    Il percorso di sviluppo di sè e' sempre UNICO , nessuno puo' darti un diploma per le tue esperienze e per quanto hai imparato da esse!
    Allo stesso modo non si può in alcun modo giudicare e valutae

    Quando una persona decide di “crescere” , e questo processo può attivarsi a qualsiasi età, spesso sente il bisogno di esplorare nuove dimensioni del sé.
    La crescita personale
    - può passare dal corpo :attraverso lo scoprire nuovi modi di sentirlo e viverlo, imparare e sviluppare una salute migliore o a mantenere quella attuale.
    -può passare attraverso l'indagine delle ragioni e delle modalità con cui si affrontano le esperienze nella vita per ottenere maggiore serenità e per imparare a gestire meglio le situazioni.
    -può passare dal piano emotivo, con la ricerca di nuovi modi di relazionarsi agli altri , a se stessi, alle relazioni ed ai sentimenti in generale,
    o magari  si potrebbe sentire la necessità di esplorare le proprie frontiere spirituali, di sviluppare o alimentare il senso del divino , favorire esperienze di misticismo  o contatto con la divinità o semplicemente di acquisire conoscenze sulla spiritualità.

    In qualsiasi modo questo processo si attivi è importante che la persona abbia  la possibilità di sperimentare, sperimentarsi ed  apprendere  in un contesto neutro, preparato  e consapevole.
    Quando parlo di un contesto preparato intendo riferirmi ad individui che abbiano già sperimentato questo percorso e , seppure essi stessi in viaggio, abbiano già effettuato abbastanza strada così da poter essere  utili agli altri,  abbiano un bagaglio di conoscenze teoriche e pratiche ed una saldezza sufficiente per sostenere gli altri nel medesimo processo senza volerli indirizzare verso una modalità specifica.
    Non intendo dire ,ovviamente ,che chi si occupa di crescita personale debba essere una persona perfetta , senza problemi e perfettamente padrona di sè, semplicemente mi preme sottolineare che la crescita personale va sperimentata : non ci sono libri, corsi, stages che possano assolvere completamente allo scopo; essi costituiscono solo il canale attraverso cui acquisire strumenti e conoscenze utili per un processo assolutamente personale.
    Non ci sono riconoscimenti, diplomi,attestati nella scuola della vita.

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    "Ma secondo te posso farcela?"

    di info@studiocounseling.com (31/12/2008 - 13:29)

    -Ma secondo te posso farcela?

    -E secondo te?

    -Beh ma io sto chiedendo la tua opinione, sei tu il counselor, il “tecnico”

    -Si ma il protagonista di questo " gioco " sei tu e le risorse che useremo sono tue, tu pensi di averne a sufficienza?

    -Si penso di si

    -Allora probabilmente ce la farai.

     

    Questo è un colloquio classico alla prima seduta di counseling individuale.

    E’ il polso di come molte persone vedono il benessere e più ampliamente la propria vita.

    La medicina moderna, non ha solo cambiato la nostra aspettativa di vita e il nostro approccio alla malattia, ha modificato anche il nostro approccio al corpo e alla nostra vita.

    Mi spiego: la maggior parte delle persone non conosce il proprio corpo o crede di non conoscerlo e affida ai medici questa consapevolezza, vede la malattia come “qualcosa di unicamente esterno” e richiede un aiuto unicamente esterno per curarla, anzi fa di più: affida completamente a qualcosa/qualcuno di esterno la propria guarigione e , per estensione, il proprio benessere.

     

    Ho mal di testa?prendo una pillola!mal di gola?uno sciroppo! mi sento triste?via un antidepressivo e così, magicamente, tutto svanisce in un sorso d’acqua e medicina e io mi sento bene.

    Sto ancora male?oh no, che sfortuna! Il medico mi guarirà, io devo solo andare, spiegargli e lasciarlo fare; io ,oggetto passivo, non ho da fare nulla per collaborare ,fa tutto lui, lui sà, la responsabilità è sua ......”ma la vita e il corpo sono TUOI!!!” rispondo io.

    E povero medico lasciato da solo ad affrontae il malessere altrui come se fosse un mago o un fenomeno....

    Lo stesso avviene nel counseling: molte persone vengono in seduta convinte che il counselor li guarirà,risolverà magicamente le loro difficoltà  e  rinunciano per l’ennesima volta al loro potere .

    Quando cerco di ridare a loro questo potere, di ricordargli che possono scegliere, molti si irritano, si arrabbiano alcuni sono tentati di andarsene…avere delle responsabilità fa paura , è normale se non siamo abituati J

    Vuoi veramente credere che il tuo benessere, la tua felicità e addirittura la tua sopravvivenza dipendano unicamente da qualcun altro, esterno a te?che tu non abbia nessun potere di cambiare le cose?vuoi veramente scaricare tutta la responsabilità su una persona  e lasciarla da sola a risolvere “i tuoi malanni”?

    Questo approccio “allopatico” al malessere si manifesta anche nella frequenza degli incontri; la maggior parte delle persone viene una volta, due, tre…sparito il “sintomo” smette di venire ma soprattutto  smette di fare gli esercizi a casa..ancora una volta ha preso il sopravvento l’idea che “l’importante è contenere/annullare il sintomo”.

     

    Continua…….

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